mercoledì 2 settembre 2015

Il mio racconto su Il Centro quotidiano di Pescara

QUOTIDIANI LOCALI 

La notte al bar(Insensatez)

di MATTEO DE CHIARA Si dovrebbe ammettere che i sentimenti hanno qualcosa di oscuro, di rovinoso, un'inclinazione che spinge verso l'insensatezza, che sono solo il prodotto di uno squilibrio chimico,...
Invia per email
Stampa
di MATTEO DE CHIARA
Si dovrebbe ammettere che i sentimenti hanno qualcosa di oscuro, di rovinoso, un'inclinazione che spinge verso l'insensatezza, che sono solo il prodotto di uno squilibrio chimico, di fattori impossibili da controllare. In qualche modo se ne dovrebbe restare immuni, resistere alla tentazione di praticarli avvicinandosi a qualcun altro per conoscerlo, frequentarlo, finendo per far parte della sua vita. Tutto questo, forse, non nasconde già un eccesso? L'amore e l'odio possono confondersi così rapidamente da diventare una specie di amalgama velenosa, di orizzonte notturno simile a quello che si affaccia attraverso il parabrezza della sua auto mentre lui guida come se avesse tutto il tempo che gli occorre. La città, che all'esterno sembra proiettarsi sul mare, non esercita su di lui nessuna attrazione. È fredda, aliena, una plastica composizione di elementi che gli sfuggono. C'è il quadro d'insieme (presenze umane, angoli, edifici) ma mancano le sfumature, quei dettagli che suggeriscono che qualcosa può trovarsi fuori posto, che alludono a un possibile dramma.
Non gli sono mai piaciute le vedute da cartolina. Al contrario è attratto dalle immagini un po' sgranate, sovraesposte, sporche. Foto di certi scenari metropolitani: New York d'inverno, ad esempio, con la neve che marcisce agli angoli delle strade mentre i passanti si confondo dentro lunghi cappotti ruvidi, più grandi di qualche taglia. In fondo è l'insieme della sua vita che assomiglia a una stagione invernale, se ne rende conto ora che sta attraversando Salerno, e le strade assumono un aspetto astratto per via delle luci artificiali che ne illuminano gli scorci vaghi, le insegne spente di Mac Donald's e quelle liquide dei bar aperti tutta la notte, proiettandosi malinconicamente sulle facciate sgranate dei palazzi.

Nessun commento:

Posta un commento