venerdì 2 agosto 2013

L'urto delle parole






"Saranno più di dieci anni che non piango".
"Io non credo di aver mai pianto. Neanche da ragazzino".
Immagino così il dialogo tra due uomini a proposito del pianto, un argomento di cui si parla sottovoce, quasi clandestinamente, facendo attenzione a non farsi ascoltare da altri. Per le donne questo tema è meno imbarazzante, forse per via di una inclinazione naturale al pianto, per una abitudine istintiva nel mostrare la propria fragilità usandola, a volte, persino per ferire. Una donna, prima di uscire dalla mia vita, mi ha abbracciato; quando si è staccata da me aveva gli occhi lucidi, delle lacrime evidenti negli angoli pronte a scivolarle lungo le guance e a bagnarle le labbra per rendere più vere le sue bugie. A volte le lacrime si sostituiscono alle parole, si sovrappongono a discorsi che non si riescono a iniziare. Non si riesce a reggere l'urto delle parole e dei propri comportamenti. Lo sapeva bene Antonioni che nell'Avventura ci ha regalato un finale di una forza tacita ed estenuante, fatto di lacrime e silenzio. Le lacrime di un uomo: lacrime inaspettate e spiazzanti in tutta la loro desolata nudità. Lacrime che la realtà non ci mostra e che lì, in quel fotogramma, sembrano più vere del mondo che ci circonda e ruota intorno a noi, vorticosamente, senza avere tempo per i rimpianti, né per la pena.

3 commenti:

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  2. Sandro Pertini dise:non bisogna aver paura di piangere. Non bisogna frenare le lacrime quando vogliono uscire. Un uomo deve saper piangere.

    ho sentito che in tutte le lacrime ce una speranza,secondo me i occhi sono una biblioteca dei emozioni ed ogni gocia che cade da essi ha un mondo dentro.la paura di piangere non e solo dei uomini ma nche delle donne perche proprio voi vedete in esse la nostra deboleza.

    mi piace il suo blog :)

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