giovedì 20 dicembre 2012

il colore dei sentimenti

Immaginare il colore dei sentimenti è un tentativo che richiede uno sforzo di immaginazione, è un modo di dare concretezza, tangibilità a qualcosa che per definizione non lo è. E' un tentativo che richiede una visione che appartiene solo a un pittore, a un regista di cinema, forse a uno scrittore cioè a un osservatore che non si ferma all'apparenza delle cose, che non vuole e non può accontentarsi solo di quanto gli viene restituito dalla superficie della realtà. Il colore dei sentimenti, quelli più profondi che ci attraversano, non può che essere rosso, un rosso intenso, vertiginoso come il sangue che scorre sottopelle, come quello versato dagli amanti, dai suicidi. Questa intuizione, una delle tante, si deve ad Antonioni che è riuscito dove molti altri si sono arenati: spingere lo spettatore a guardarsi dentro, proprio in quei punti dove non si è disposti ad arrivare, dove quasi nessuno vuole affacciarsi. Ed è per definizione un esercizio difficile, che obbliga a essere onesti e a non distogliere lo sguardo come si fa normalmente, simulando una libertà e una consapevolezza che non si hanno. Mettere una distanza fra se stessi e quello che ci sta intorno per sentire le cose diversamente, arrivando anche ad accettare il vuoto; non c'è niente di più proibitivo, di assoluto e forse liberatorio,  



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