domenica 25 novembre 2012

Quanto è lungo un addio?

Davvero è possibile misurare un addio, stabilirne la durata? A volte non basta scavare una distanza, attraversare un intero continente per riuscire a separarsi da qualcuno. Persino in un'epoca come questa dove anche gli addii sembrano programmati, affidati all'impersonalità di un messaggio telefonico, il distacco, la separazione a volte disegnano delle traiettorie misteriose.
In breve lettera del lungo addio Peter Handke attraversa il nord America per dire addio a sua moglie, per registrare dentro di sé la loro separazione e tentare di ritrovarsi. E' un itinerario dell'anima più che geografico, un percorso alla ricerca di se stessi, una osservazione di eventi esteriori che diventa interiore, accompagnata da tutte quelle domande irrisolte che sono le più necessarie, anche se si tenta di ignorarle. Quanto ho contato davvero per qualcuno e quando è finita? L'addio, come la  brusca interruzione di un segnale, la chiusura improvvisa di una comunicazione lascia sempre una traccia, un segno che resta da qualche parte, una specie di eco che si può continuare ad avvertire anche con il passare del tempo.
Quanto è lungo un addio? Se è impossibile dirlo niente rende più vuoti della mancanza di dubbi e di domande. Proprio quelle domande che si cerca di ignorare perché sembrano inutili.              

1 commento:

  1. Può non finire mai, le cose ke sono state continuano cmq ad essere dentro di noi in un modo o nell'altro... tutto si trasforma... quando è stato vero amore non smette ... assume altre sembianze. Forse mentre si sopravvive qualcosa di noi ci appare come morta... ma forse è solo lì skiacciata dal tempo che la assottiglia.... In fondo non per questo una nana bianca o un buco nero smettono di essere una stella!!! :((( :)))

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