giovedì 8 novembre 2012

I brevi amori di Giuseppe Bertolucci




Ecco un film al quale mi sento particolarmente legato forse per via della personalità del suo autore, Giuseppe Bertolucci, regista discreto e poco incline all'esibizionismo, autore di almeno tre, quattro film memorabili tutti girati negli anni ottanta o quasi: Oggetti smarriti, Segreti segreti, Strana la vita e appunto questo Amori in corso, incentrato sul terzetto femminile di protagoniste(le misconosciute Stella Wordemann e Francesca Prandi con l'aggiunta di Amanda Sandrelli). E la trama del film ha già in sé degli accenti di malinconica leggerezza, di densa ironia sentimentale: due studentesse universitarie, in campagna per preparare un esame, attendono l'arrivo di  un compagno di studi al quale sembrano entrambe interessate. Ma a raggiungerle non è il ragazzo bensì la sua svanita fidanzata, presenza inaspettata che da sola sembra in grado di spezzare il logoro equilibro tra le due amiche. Eppure il duetto femminile, orchestrato benissimo da una regia davvero misurata, invece di incrinarsi si rafforza in una sorta di intesa, di tacito riconoscimento, di paralizzante appartenenza che finisce con escludere tutto il resto, compreso il tanto atteso collega arrivato in ritardo. Giuseppe Bertolucci (morto appena qualche mese fa) con la sua scrittura di assoluta limpidezza ci restituisce tutto il mistero e l'assorta incomprensibilità dei sentimenti, il loro farsi e disfarsi sotto il nostro sguardo che non può fare altro che registrare incontri e allontanamenti, cadute e(ci si augura) rinascite.          







1 commento:

  1. Questo film é una porcheria immonda, con attrici penose, sceneggiatura ridicola (ma recitata peggio)
    e girato con una maniera leziosa, prevedibile e dolciastra.
    Spiace che chi recensisce abbia la faccia coperta di prosciutto (di Parma, certo, ottimo).
    ciao

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